Riceviamo e pubblichiamo
A Fabrica di Roma l’emergenza acqua ha ormai assunto contorni paradossali. Se da una parte noi cittadini, supportati dall’associazione Usicons, combattiamo quotidianamente per il diritto a un’acqua potabile che sia finalmente priva di arsenico, enterococchi e metalli pesanti, dall’altra, come madre, mi trovo a denunciare una situazione inaccettabile: l’acqua che piove direttamente sulla testa dei nostri figli all’interno della Scuola Primaria e dell’Infanzia del Plesso di Faleri, “Don Milani”, a Pian di Cava.

Il video della vergogna: “Questi ci muoiono qua dentro”
Le immagini raccolte da un’altra mamma il 15 aprile 2026 intorno alle 17:30, durante una bomba d’acqua avvenuta proprio nel corso dei colloqui insegnanti-genitori, non lasciano spazio a interpretazioni. Per tutelare la privacy della genitrice l’audio è stato rimosso, ma un estratto delle sue parole rimane un monito pesantissimo:
“I nostri figli stanno così, è vergognoso. Hanno chiuso la scuola un giorno, prima di Pasqua, per riparare il tetto… e questo è il risultato? Questi ci muoiono qua dentro, se crolla tutto! Oltre ai bambini, ci sono le persone che ci lavorano… guardate la muffa!”.
Ciò che si vede nel video è la porta di transito tra i locali della scuola d’infanzia e la mensa dove pranzano ogni giorno i nostri bimbi. Il corridoio si è trasformato in uno scenario desolante:
- Infiltrazioni a cascata: L’acqua scende copiosamente dal soffitto proprio davanti alle uscite di sicurezza.
- Emergenza continua: Bacinelle e secchi disseminati ovunque per raccogliere la pioggia.
- Ambiente insalubre: Macchie di muffa e umidità visibili che risalgono lungo le pareti.
Dubbi sulla sicurezza del cantiere
Dall’inizio dell’anno scolastico, i nostri bambini sono costretti a convivere con un cantiere perenne. I lavori di rifacimento del tetto, di competenza del Comune, sembrano non avere fine e la preoccupazione cresce guardando i ponteggi installati: strutture che non appaiono a norma e che rappresentano un rischio costante per i piccoli alunni e il personale che ogni giorno transita nell’area scolastica. È ammissibile che dei bambini debbano frequentare quotidianamente un’area di lavoro che sembra ignorare le più basilari regole di sicurezza?
Come ingegnere, pur essendo la mia specializzazione nel campo chimico e non in quello edile o civile, non posso fare a meno di notare con estrema preoccupazione alcune criticità macroscopiche nei ponteggi installati.
Dalle immagini si osservano carenze nelle protezioni laterali e una gestione delle mantovane parasassi che appare parziale, proprio sopra i varchi di accesso utilizzati dai minori. Sebbene a un’analisi più approfondita risultino installati i fermapiedi su diversi piani, balza agli occhi la totale assenza di una rete di protezione. In un plesso scolastico, il fermapiede da solo è insufficiente: serve una barriera continua che impedisca la caduta anche del più piccolo detrito e che contenga le polveri di cantiere. Senza questa protezione, e con le infiltrazioni all’interno della scuola, la sicurezza dei nostri figli è affidata al caso. Un cantiere di questo tipo, in un luogo frequentato da un centinaio di bambini, dovrebbe essere un esempio di sicurezza impeccabile, non una fonte di dubbio.
Una soluzione urgente: scuolabus e trasferimento
Nonostante la recente chiusura per interventi, nulla è stato risolto. Chiedo formalmente al Comune di spostare i bambini in un luogo sicuro in cui fare lezione, garantendo il trasferimento con scuolabus per tutti tramite una convenzione, se necessario, con la ditta di trasporto locale Ceccarelli. Tutto ciò, senza perdere un solo giorno di scuola perché Il diritto allo studio è costituzionale e non può essere messo a rischio dall’inefficienza di un cantiere e dall’assenza di una supervisione dei lavori della nostra Amministrazione Comunale.
La salute e la sicurezza non sono una voce di bilancio
Come madre di una bimba che frequenta questo istituto, non smetterò di denunciare questo scempio. È necessario che l’Amministrazione capisca che non si può risparmiare sulla salute e sulla sicurezza dei nostri figli. La tutela dei piccoli viene prima di ogni calcolo economico.
Paola Pinardi, Mamma e cittadina di Fabrica di Roma
